La Rivoluzione della Carriera Dal Settore Artistico a un Successo Inatteso

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Ciao a tutti, amici del blog! Quante volte vi siete sentiti a un bivio nella vostra carriera, quel momento in cui l’entusiasmo iniziale svanisce e ci si chiede se la strada intrapresa sia davvero quella giusta?

Io, ve lo confesso, ci sono passata in prima persona e so bene cosa si prova quando si desidera una ventata di novità professionale. Per anni ho navigato nel meraviglioso ma a volte frenetico mondo dell’organizzazione di eventi culturali e artistici, un settore che amo profondamente e che mi ha regalato esperienze indimenticabili.

Eppure, sentivo che qualcosa mi spingeva oltre, una curiosità insaziabile di esplorare nuove opportunità e di mettere alla prova le mie competenze in contesti diversi.

Oggi, più che mai, il mercato del lavoro ci chiede flessibilità e una sorprendente capacità di reinventarci, trasformando le sfide in trampolini di lancio per nuovi successi.

Ho deciso di ascoltare quella voce interiore, intraprendendo un percorso di transizione che all’inizio mi sembrava quasi un salto nel vuoto, ma che poi si è rivelato una delle avventure più gratificanti della mia vita.

Ho scoperto che le mie capacità di pianificazione, gestione e creatività, affinate nel settore culturale, erano preziosissime anche in ambiti totalmente inaspettati.

Questa non è solo la mia storia, ma il riflesso di un trend sempre più diffuso: quello di rimettersi in gioco, valorizzando ogni singola esperienza. Se siete curiosi di scoprire come sono riuscita a fare questo passo, trasformando la mia passione e la mia professionalità in un nuovo successo, siete nel posto giusto!

Scopriamolo insieme nel dettaglio.

Identificare le tue competenze trasferibili

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Analisi delle esperienze passate

Amici, il primo passo, e ve lo dico per esperienza diretta, è stato quasi un esercizio di archeologia professionale: scavare a fondo nel mio passato lavorativo.

Tendiamo a sottovalutare quanto abbiamo imparato, pensando che certe abilità siano valide solo nel contesto in cui le abbiamo sviluppate. Invece, ho scoperto che le mie capacità organizzative, maturate coordinando eventi complessi, erano oro puro.

Pensate a quante volte ho dovuto gestire imprevisti all’ultimo minuto con un sorriso, o negoziare con fornitori, il tutto mantenendo la calma anche quando il panico era dietro l’angolo.

Tutte queste erano “soft skill” preziosissime, ma spesso invisibili a noi stessi perché le diamo per scontate. Non si tratta solo di ciò che c’è scritto sul CV, ma di quelle qualità intrinseche che usiamo ogni giorno.

Ho preso un quaderno e ho iniziato a scrivere tutto: ogni piccolo successo, ogni sfida superata, ogni situazione in cui ho sentito di aver fatto la differenza.

È stato un processo rivelatore, quasi una riscoperta di me stessa. Mi sono resa conto che non ero solo una “organizzatrice di eventi”, ma una problem-solver, una comunicatrice efficace, una project manager in incognito!

Non abbiate paura di essere minuziosi; ogni dettaglio conta.

Dal teorico al pratico: la valorizzazione delle soft skill

Una volta identificate queste gemme nascoste, il vero trucco è stato imparare a “venderle”, a presentarle in una luce nuova. Vi faccio un esempio: l’empatia e la capacità di ascolto attivo che usavo per capire le esigenze di un artista o di un partner culturale, si sono rivelate fondamentali nel mio nuovo ruolo, dove interagisco con clienti e stakeholder di natura completamente diversa.

La mia abilità nel costruire relazioni solide, che prima serviva a creare partnership per festival, ora mi aiuta a forgiare collaborazioni durature in ambito commerciale.

E la creatività? Quella di pensare fuori dagli schemi per trovare soluzioni innovative a problemi organizzativi? Beh, è diventata la mia arma segreta per differenziarmi e proporre idee originali.

Ricordo ancora quando, per un piccolo evento, fummo costretti a cambiare location all’ultimo, e riuscii a trasformare un vecchio magazzino in un ambiente suggestivo con un budget ridottissimo.

Questa flessibilità e capacità di adattamento, che ho sempre dato per scontate, sono diventate i miei biglietti da visita più preziosi. Riflettete su come le vostre “soft skill” possono essere applicate a settori completamente diversi.

Non sottovalutatele mai!

Riconvertire le tue passioni in opportunità concrete

Individuare i settori emergenti

Quando ho iniziato a pensare al cambiamento, la prima cosa che mi ha colpito è stata la vasta gamma di opportunità che non avevo mai considerato. Il mondo non è statico, e ci sono settori in continua evoluzione che offrono sbocchi impensabili fino a pochi anni fa.

Ho passato ore a navigare online, a leggere articoli, a seguire webinar, cercando di capire dove le mie competenze potessero essere non solo utili, ma addirittura innovative.

Mi sono concentrata su aree come il marketing digitale, la consulenza strategica e la gestione di progetti innovativi, settori che a prima vista sembravano distanti dal mio “vecchio” mondo, ma che in realtà richiedevano proprio quelle capacità di problem solving e organizzazione che già possedevo.

È fondamentale non fermarsi al primo sguardo, ma approfondire, chiedere, esplorare. Ho scoperto, per esempio, che la gestione di un festival artistico ha molti punti in comune con il coordinamento di una campagna di marketing complessa: si tratta sempre di scadenze, budget, team e obiettivi da raggiungere.

Il potere del side project

Un consiglio d’oro che vi do, e che per me ha fatto la differenza, è quello di iniziare con un “side project”. Non dovete gettarvi a capofitto nel nuovo senza prima aver testato le acque.

Io, per esempio, ho iniziato a offrire consulenze gratuite o a costi simbolici a piccole attività locali che avevano bisogno di aiuto con la loro comunicazione digitale o l’organizzazione di piccoli eventi promozionali.

Questo mi ha permesso non solo di mettere in pratica le nuove nozioni acquisite e di affinare le mie competenze nel nuovo ambito, ma anche di costruire un piccolo portfolio di lavori che potessi mostrare.

Era un modo per validare le mie nuove abilità senza il rischio e la pressione di un cambiamento professionale a tempo pieno. E credetemi, i feedback positivi che ricevevo mi davano una carica incredibile, la conferma che stavo andando nella direzione giusta.

È un modo fantastico per esplorare senza impegno eccessivo, per capire cosa ti piace davvero e dove puoi eccellere.

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Superare la paura del cambiamento

Affrontare i dubbi iniziali

Siamo onesti: la paura è una compagna di viaggio fedele quando si intraprende un percorso di cambiamento. Ricordo notti insonni, piene di dubbi e domande: “E se non ce la faccio?”, “E se mi pento?”, “E se sto buttando via anni di esperienza?”.

Queste sono voci normali, amici, fanno parte del gioco. Il segreto non è ignorarle, ma ascoltarle e analizzarle. Io ho scoperto che molte delle mie paure erano infondate, o almeno esagerate.

Mi sono resa conto che la mia esperienza precedente non era un fardello, ma un trampolino di lancio. Ho iniziato a visualizzare il successo, a concentrarmi sui benefici del cambiamento piuttosto che sui rischi.

Ho parlato con persone che avevano già fatto transizioni simili, e i loro racconti mi hanno dato la forza e la fiducia di cui avevo bisogno. Non si tratta di essere incoscienti, ma di essere consapevoli e preparati.

Permettiti di sentire la paura, ma non lasciare che ti paralizzi.

Costruire un piano d’azione realistico

Per trasformare la paura in energia positiva, ho capito che era fondamentale avere un piano. Non un piano perfetto, ma uno realistico e flessibile. Ho iniziato a delineare i passi: quali competenze dovevo acquisire?

Quali corsi frequentare? Chi dovevo contattare? Ho stabilito piccoli obiettivi a breve termine, celebrando ogni piccolo traguardo.

Questo mi ha dato un senso di progresso e controllo, riducendo l’ansia dell’ignoto. Il piano includeva anche una “rete di sicurezza” finanziaria, per darmi tranquillità durante la transizione.

Non pensate di dover fare tutto in una volta. Piccoli passi costanti sono molto più efficaci di grandi balzi disorganizzati. Ogni successo, anche minimo, alimenta la tua fiducia e ti spinge avanti.

E ricordate, è sempre possibile aggiustare la rotta se qualcosa non va come previsto.

L’importanza del networking e delle relazioni

Connettersi con i giusti interlocutori

Se c’è una cosa che ho imparato in tutti questi anni, sia nel vecchio che nel nuovo settore, è che le persone sono la risorsa più preziosa. Quando ho deciso di cambiare strada, ho subito attivato la mia rete di contatti.

Non solo quelli strettamente legati al mio campo precedente, ma anche conoscenze più periferiche, amici di amici, ex colleghi che avevano preso strade diverse.

Ho spiegato loro i miei obiettivi, cosa stavo cercando e quali erano le mie nuove aspirazioni. Sono rimasta sorpresa da quanto la gente fosse disponibile ad aiutarmi, a darmi consigli, a presentarmi a nuove persone.

Ho partecipato a eventi di settore, sia online che di persona, anche se all’inizio mi sentivo un po’ un pesce fuor d’acqua. Ma ogni conversazione, ogni scambio di biglietti da visita (o di link LinkedIn!), era un mattoncino in più nella costruzione del mio nuovo futuro.

Non sottovalutate mai il potere di un buon caffè con qualcuno che può darvi una prospettiva diversa.

Mentoring e collaborazioni vincenti

Non solo ho cercato di connettermi, ma ho anche attivamente cercato mentori. Persone che avevano già percorso la strada che intendevo intraprendere. Ho trovato un paio di figure illuminanti che mi hanno guidato con i loro consigli, mettendomi in guardia da errori comuni e indicandomi le migliori risorse.

La loro esperienza è stata una bussola preziosa. E poi ci sono state le collaborazioni: lavorare su piccoli progetti con persone che avevano competenze complementari alle mie mi ha permesso di imparare tantissimo sul campo, di capire le dinamiche del nuovo ambiente e di costruire relazioni autentiche.

Ricordo un progetto di consulenza per un e-commerce di prodotti artigianali: ho imparato tantissimo sulle strategie di vendita online e sull’ottimizzazione del sito, e la persona con cui ho collaborato è diventata una preziosa amica e partner di brainstorming.

Le sinergie che nascono da queste collaborazioni sono incredibili, e spesso portano a opportunità inaspettate.

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Formazione continua: un investimento su te stesso

Corsi, workshop e risorse online

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Nel mio percorso di transizione, la formazione è stata la chiave di volta, un vero e proprio pilastro. Non potevo pensare di entrare in un nuovo settore senza acquisire le competenze specifiche.

Ho investito tempo ed energie in corsi online, workshop intensivi e certificazioni mirate. All’inizio sembrava un’impresa titanica, conciliare il lavoro e lo studio, ma la motivazione era così forte che ogni sacrificio valeva la pena.

Ho frequentato corsi di marketing digitale, SEO, content creation, e anche un bootcamp sulla gestione dei social media. E non solo corsi a pagamento: ho sfruttato al massimo le risorse gratuite disponibili online, dai tutorial di YouTube ai blog di settore, ai podcast.

C’è un’infinità di conoscenza a portata di mano, basta avere la curiosità e la costanza di cercarla e assimilarla. È un investimento su te stesso che ripaga sempre, non solo in termini professionali ma anche personali.

Applicare nuove conoscenze in contesti reali

Ma non basta studiare la teoria, credetemi. La vera magia avviene quando riesci ad applicare ciò che hai imparato in contesti reali. Questo è il momento in cui la conoscenza si trasforma in esperienza e competenza.

Ogni progetto, ogni consulenza, ogni piccolo side project di cui vi parlavo prima, è stata un’opportunità per mettere alla prova le mie nuove abilità.

Ricordo la prima volta che ho dovuto creare una campagna pubblicitaria per un cliente: all’inizio ero terrorizzata dall’idea di sbagliare, ma ho seguito passo passo le indicazioni dei corsi e, con un po’ di sperimentazione, ho ottenuto risultati sorprendenti.

Gli errori, ovviamente, fanno parte del processo, e sono stati i miei migliori insegnanti. Non abbiate paura di sporcarvi le mani, di sperimentare, di fallire e di imparare dai vostri sbagli.

È così che si cresce e si diventa veramente esperti.

Branding personale: raccontare la tua nuova storia

Creare un portfolio efficace

Quando si cambia direzione, non si cambia solo ruolo, ma si riscrive la propria storia professionale. E come si racconta una nuova storia? Attraverso un branding personale curato e un portfolio che mostri le tue nuove capacità.

Per me, creare un nuovo portfolio è stato quasi un atto creativo. Non si trattava più di mostrare foto di eventi culturali, ma di presentare casi studio, progetti digitali, strategie di comunicazione.

Ho imparato a selezionare i lavori migliori, a descrivere il mio ruolo in ogni progetto, gli obiettivi raggiunti e le sfide superate. Non importa se i progetti erano piccoli o “personali” all’inizio; l’importante è dimostrare la capacità di fare.

Ho utilizzato piattaforme online per creare una presenza professionale forte e coerente. Il tuo portfolio non è solo una lista di lavori, è la prova tangibile della tua trasformazione e del tuo valore.

Comunicare il tuo valore unico

E poi c’è la comunicazione, quella capacità di articolare non solo cosa fai, ma *perché* lo fai e *quale valore unico porti*. Ho affinato il mio “elevator pitch”, quella breve presentazione che ti permette di catturare l’attenzione in pochi secondi.

Ho imparato a collegare le mie esperienze passate con le mie nuove competenze, mostrando come il mio background nel mondo culturale mi desse una prospettiva unica e una sensibilità particolare, un tocco che mi differenziava dagli altri professionisti del nuovo settore.

Questo non è solo importante per i colloqui di lavoro, ma anche per ogni interazione di networking. Quando parli di te, non aver paura di esprimere la tua personalità, le tue passioni, ciò che ti rende unico.

È la tua autenticità che attira le persone e le opportunità.

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Misurare il successo e adattarsi

Definire obiettivi chiari e misurabili

Per non perdere la rotta in questo mare di novità, ho capito l’importanza di definire obiettivi chiari e, soprattutto, misurabili. Non bastava più dire “voglio avere successo”; dovevo specificare cosa significasse quel successo.

Voleva dire un certo numero di clienti acquisiti? Un determinato fatturato? Un miglioramento delle mie competenze in un’area specifica?

Ho imparato a impostare obiettivi SMART (Specifici, Misurabili, Raggiungibili, Rilevanti, con un Limite di tempo), che mi dessero una direzione precisa e la possibilità di valutare i miei progressi.

Ogni mese, rivedevo i miei obiettivi, celebrando quelli raggiunti e analizzando le ragioni di quelli mancati. Questa pratica mi ha permesso di rimanere focalizzata e di non disperdermi in mille direzioni.

Flessibilità e resilienza nel percorso

Nonostante tutti i piani e gli obiettivi, il percorso non è mai lineare. Ci sono stati momenti di frustrazione, battute d’arresto, e anche qualche fallimento.

Ma ho imparato che la flessibilità e la resilienza sono qualità fondamentali. Essere in grado di adattarsi ai cambiamenti, di imparare dagli errori e di rialzarsi dopo una caduta, è ciò che distingue chi ce la fa da chi si arrende.

Ho imparato a non prendere i fallimenti sul personale, ma a vederli come preziose lezioni. Il mercato è in continua evoluzione, e la capacità di adattarsi rapidamente, di acquisire nuove competenze e di reinventarsi costantemente è diventata la mia superpotenza.

Ricordo un progetto che è fallito miseramente nonostante tutti i miei sforzi; invece di arrendermi, ho analizzato cosa non aveva funzionato e ho usato quelle scoperte per migliorare il progetto successivo.

È un viaggio, non una destinazione, e ogni curva, ogni dosso, fa parte dell’avventura.

Le Mie Competenze Trasferibili: Prima e Dopo

Ecco una piccola tabella riassuntiva di come le mie competenze si sono evolute e adattate durante questa meravigliosa transizione professionale. È un po’ come vedere la stessa persona con un abito diverso, ma con la stessa anima!

Competenza Nel Settore Eventi Culturali Nel Nuovo Ruolo (es. Marketing Digitale/Consulenza)
Gestione Progetti Coordinamento di festival, mostre, concerti; gestione di artisti, fornitori e location. Pianificazione e esecuzione di campagne di marketing, sviluppo di strategie per clienti, gestione team virtuali.
Comunicazione Promozione eventi, relazioni con media e pubblico, creazione di testi per cataloghi e programmi. Content creation per web e social, gestione community, comunicazione strategica con i clienti, copywriting SEO.
Problem Solving Risoluzione di imprevisti tecnici, logistici e umani durante eventi dal vivo. Identificazione e risoluzione di problematiche legate a performance di marketing, ottimizzazione processi aziendali.
Networking Costruzione di relazioni con artisti, enti pubblici, sponsor e partner culturali. Sviluppo di partnership commerciali, acquisizione clienti, creazione di una rete professionale nel nuovo settore.
Creatività Ideazione di format eventi originali, allestimenti scenografici, soluzioni estetiche. Sviluppo di idee innovative per contenuti e campagne, approccio fuori dagli schemi alla risoluzione di problemi.
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Riflessioni Finali

Amici, spero davvero che questo viaggio attraverso la transizione professionale vi abbia ispirato e fornito qualche spunto prezioso. Ogni percorso è unico, ma le emozioni, le paure e le gioie che si provano nel reinventarsi sono universali. Ricordatevi che le vostre esperienze passate non sono mai sprecate, ma diventano il trampolino di lancio per nuove avventure. Abbracciate il cambiamento con curiosità e coraggio, perché è lì che si celano le opportunità più inaspettate per crescere, non solo professionalmente, ma anche come persone.

Informazioni Utili da Sapere

1. Valutate le vostre soft skill con onestà: Spesso sottovalutiamo l’importanza di competenze come la comunicazione, il problem-solving o l’adattabilità. Sono il vostro vero valore aggiunto e la chiave per distinguervi in qualsiasi nuovo settore. Fate un elenco dettagliato, pensate a come le avete usate in passato e come potrebbero essere utili nel vostro futuro professionale. Ricordate, le aziende in Italia e all’estero le cercano attivamente!

2. La formazione continua è il vostro migliore investimento: Il mondo del lavoro è in costante evoluzione, e rimanere aggiornati è fondamentale. Non parlo solo di corsi universitari costosi, ma anche di webinar, workshop gratuiti, certificazioni online e anche solo seguire esperti di settore. In Italia ci sono molte opportunità di formazione professionale continua, anche finanziate, che possono aiutarvi ad acquisire nuove competenze o ad affinare quelle che già possedete, rendendovi più competitivi.

3. Non sottovalutate il potere del networking autentico: Connettersi con altri professionisti non significa solo scambiare biglietti da visita, ma costruire relazioni di valore basate sulla reciprocità e sulla fiducia. Partecipate a eventi di settore, sia online che di persona, usate LinkedIn con strategia, e siate aperti a chiedere consigli e a offrire il vostro aiuto. Spesso le migliori opportunità di carriera nascono proprio da queste connessioni inaspettato.

4. Iniziate con piccoli passi e side project: Il cambiamento non deve essere un salto nel buio. Se avete un’idea per una nuova direzione professionale, provate a testarla con un “side project” o offrendo consulenze a costo simbolico. Questo vi permetterà di acquisire esperienza, costruire un portfolio e validare le vostre nuove competenze senza la pressione di un cambiamento a tempo pieno. È un modo eccellente per capire cosa vi piace davvero e dove potete eccellere.

5. Costruite un personal branding coerente: La vostra storia professionale si evolve, e così deve fare anche la vostra immagine. Aggiornate il vostro CV e il profilo LinkedIn, create un portfolio che metta in risalto le vostre nuove capacità e imparate a raccontare la vostra transizione con fiducia ed entusiasmo. Il modo in cui comunicate il vostro valore unico è fondamentale per attrarre le opportunità giuste.

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Punti Chiave da Ricordare

Cambiare carriera è un’opportunità di crescita straordinaria, ma richiede consapevolezza, strategia e una buona dose di coraggio. È essenziale iniziare con un’attenta autovalutazione delle proprie motivazioni e delle competenze trasferibili, che sono spesso più numerose di quanto si creda. Investire nella formazione continua è cruciale per aggiornare le proprie conoscenze e acquisire nuove hard e soft skill, sempre più richieste nel mercato del lavoro italiano. Non isolatevi: il networking, inteso come costruzione di relazioni autentiche, può aprire porte inaspettate e fornire supporto prezioso. Non abbiate paura di testare nuove direzioni con piccoli progetti o consulenze, e ricordate che la flessibilità e la resilienza sono le vostre migliori alleate per superare gli ostacoli. Infine, curate il vostro personal branding: la vostra nuova storia professionale merita di essere raccontata con passione e coerenza, mettendo in luce il valore unico che portate. Accettate il cambiamento come un’avventura, perché è proprio nell’ignoto che si nascondono le più grandi soddisfazioni.

Domande Frequenti (FAQ) 📖

D: Ciao a tutti, amici del blog! Quante volte vi siete sentiti a un bivio nella vostra carriera, quel momento in cui l’entusiasmo iniziale svanisce e ci si chiede se la strada intrapresa sia davvero quella giusta? Io, ve lo confesso, ci sono passata in prima persona e so bene cosa si prova quando si desidera una ventata di novità professionale. Per anni ho navigato nel meraviglioso ma a volte frenetico mondo dell’organizzazione di eventi culturali e artistici, un settore che amo profondamente e che mi ha regalato esperienze indimenticabili. Eppure, sentivo che qualcosa mi spingeva oltre, una curiosità insaziabile di esplorare nuove opportunità e di mettere alla prova le mie competenze in contesti diversi.Oggi, più che mai, il mercato del lavoro ci chiede flessibilità e una sorprendente capacità di reinventarci, trasformando le sfide in trampolini di lancio per nuovi successi. Ho deciso di ascoltare quella voce interiore, intraprendendo un percorso di transizione che all’inizio mi sembrava quasi un salto nel vuoto, ma che poi si è rivelato una delle avventure più gratificanti della mia vita. Ho scoperto che le mie capacità di pianificazione, gestione e creatività, affinate nel settore culturale, erano preziosissime anche in ambiti totalmente inaspettati. Questa non è solo la mia storia, ma il riflesso di un trend sempre più diffuso: quello di rimettersi in gioco, valorizzando ogni singola esperienza. Se siete curiosi di scoprire come sono riuscita a fare questo passo, trasformando la mia passione e la mia professionalità in un nuovo successo, siete nel posto giusto! Scopriamolo insieme nel dettaglio.Q1: Come hai trovato il coraggio di fare quel “salto nel vuoto” e iniziare un percorso di transizione di carriera, soprattutto quando l’incertezza è così grande?

R: Ah, bella domanda! Ve lo confesso, non è stato affatto facile. Quella sensazione di “salto nel vuoto” era reale, quasi palpabile, e la paura dell’ignoto, lo ammetto, all’inizio era tanta.
Però, ho capito che la curiosità e il desiderio di sentirmi realizzata in un modo nuovo erano, in fin dei conti, ancora più forti. Il mio segreto, se così si può chiamare, è stato iniziare con piccoli, piccolissimi passi.
Non ho mollato tutto da un giorno all’altro, no! Ho dedicato del tempo, spesso serate e weekend, a esplorare ciò che mi incuriosiva davvero. Ho letto tanto, ho seguito qualche corso online gratuito e ho parlato con persone che lavoravano in settori diversi dal mio.
Ho cercato di capire cosa mi accendeva, cosa mi faceva sentire viva! E poi, sì, c’è stato un momento, una mattina in cui mi sono svegliata e ho pensato: “Se non lo faccio ora, quando?”.
Ho capito che l’unico modo per superare la paura era proprio agire, anche solo un piccolissimo passo dopo l’altro. E fidatevi, ogni piccolo successo, ogni minima scoperta positiva, alimenta il coraggio per il passo successivo.
È un po’ come imparare ad andare in bicicletta: all’inizio cadi, ti sbucci le ginocchia, ma poi prendi fiducia e non vuoi più scendere!

D: Parli di valorizzare le proprie esperienze. Come hai fatto a capire quali delle tue competenze acquisite nell’organizzazione di eventi potevano essere “preziosissime” in ambiti inaspettati? Ci puoi fare un esempio concreto?

R: Questa è stata una delle scoperte più entusiasmanti di tutto il mio percorso! All’inizio, anch’io pensavo che le mie competenze fossero strettamente legate al settore culturale e artistico.
Ma poi, ho iniziato a fare un esercizio: ho scomposto il mio lavoro in piccoli pezzi, ho analizzato ogni singolo compito, ogni responsabilità, e mi sono chiesta: “Qual è la vera essenza di questa azione?
E dove altro potrebbe servire?”. Permettetemi di farvi un esempio concreto. Nell’organizzazione di eventi, la capacità di coordinare decine di fornitori diversi, gestire budget spesso risicati, rispettare scadenze strettissime e risolvere imprevisti all’ultimo minuto non è nient’altro che una straordinaria abilità di project management, di problem-solving sotto pressione e di gestione dello stress!
Capito? Non è solo “organizzare un concerto”, ma è “gestire un progetto complesso dall’inizio alla fine, con risorse limitate e tempi serrati”. O ancora, la mia abilità nel comunicare in modo efficace con artisti, sponsor, team e pubblico, non è forse una competenza di comunicazione e negoziazione di altissimo livello?
Queste sono quelle che chiamiamo soft skill, e valgono oro in qualsiasi campo professionale! Ho iniziato a vederle sotto una luce completamente nuova e a “tradurle” in un linguaggio più universale, più adatto a descriverle in contesti diversi.
È un esercizio che consiglio a tutti: prendete la vostra esperienza e chiedetevi non solo “cosa ho fatto”, ma soprattutto “quali abilità ho sviluppato facendo questo?”.
I risultati, ve lo assicuro, vi sorprenderanno!

D: Una volta identificate le tue nuove direzioni, quali sono stati i passi pratici che hai intrapreso per concretizzare questa transizione e trasformarla in un nuovo successo professionale?

R: Ottima domanda, andiamo sul pratico, che è quello che conta! Dopo la fase di auto-analisi e scoperta delle mie competenze trasferibili, ho messo a punto un vero e proprio piano d’azione, un po’ come avrei fatto per l’organizzazione di un grande evento, ma questa volta per la mia carriera!
Il primo passo è stato aggiornare e, soprattutto, adattare il mio curriculum vitae. Non parlo solo di un nuovo formato, ma proprio di un nuovo focus, evidenziando quelle “nuove” competenze che avevo individuato e ricercando i linguaggi specifici dei settori che mi interessavano.
Poi, mi sono dedicata alla formazione mirata: non ho frequentato master costosi, ma ho scelto corsi online specifici e certificazioni che potessero darmi delle basi solide nelle aree che volevo esplorare.
Per esempio, per capire meglio il mondo digitale e come valorizzare i contenuti online, ho fatto un corso intensivo di SEO e content marketing. Contemporaneamente, ho iniziato a fare un networking mirato in questi nuovi ambienti, partecipando a webinar di settore, seguendo gruppi specialistici sui social e, quando possibile, incontrando persone per un caffè virtuale o reale.
Non sottovalutate mai, mai, il potere delle connessioni! E infine, ho iniziato a candidarmi per posizioni che non avrei mai considerato prima, accettando anche ruoli che, pur non essendo magari il mio “sogno finale”, mi permettevano di acquisire esperienza preziosa nel nuovo campo.
È stato un mix di studio, molta ricerca, adattamento costante e, sì, un bel pizzico di audacia. E certo, ci sono stati dei “no”, ma ogni “no” mi ha insegnato qualcosa e mi ha spinta a migliorare.
La perseveranza, miei cari, è fondamentale, e i risultati, ve lo posso garantire, arrivano!