Ciao a tutti, amici dell’arte e della cultura! Sapete, gestire un’attività nel nostro settore è un viaggio emozionante, vero? Tra vernissage, festival e la costante ricerca di nuove idee, a volte ci si sente un po’ come funamboli, sempre in equilibrio tra creatività e business.

Ho imparato, sulla mia pelle digitale e nelle chiacchiere infinite con artisti e curatori, che il segreto non sta solo nel talento o nella visione, ma anche, e forse soprattutto, nelle persone che incontriamo lungo il cammino.
In un mondo che cambia alla velocità della luce, dove l’intelligenza artificiale e le esperienze immersive stanno ridefinendo il nostro modo di creare e fruire la bellezza, costruirsi una rete di contatti solida e autentica è diventato più cruciale che mai.
Non si tratta più solo di scambiare un biglietto da visita, ma di tessere relazioni vere, di quelle che nutrono l’anima e il portafoglio. Ho visto con i miei occhi come una buona connessione possa trasformare un sogno in un progetto concreto, aprendo porte a collaborazioni inaspettate e opportunità che nemmeno immaginavamo.
Quindi, come possiamo navigare al meglio questo mare di possibilità, specialmente qui in Italia, dove l’arte è nel nostro DNA? Scopriamolo insieme, con strategie pratiche e innovative, proprio qui sotto!
Costruire Connessioni Autentiche: La Base di Tutto
L’approccio umano prima del business
Sapete, la cosa più importante che ho imparato in anni di eventi, caffè e chiacchiere con altri professionisti del settore è questa: la gente non vuole sentirsi un numero, né un potenziale “affare”.
Vogliono sentirsi capiti, apprezzati, visti per quello che sono. Ricordo una volta, a una fiera d’arte a Milano, ero talmente concentrata sull’idea di presentare il mio progetto che stavo quasi per ignorare un signore che si era avvicinato al mio stand.
Invece di tirare fuori il mio pitch, gli ho chiesto semplicemente cosa lo avesse colpito di più in quella giornata. E da lì è nata una conversazione genuina, non di business, ma di passione.
Abbiamo parlato per quasi un’ora della storia dell’arte contemporanea, delle difficoltà di emergere e della bellezza di vedere un’opera che ti smuove dentro.
Alla fine, si è rivelato essere un influente gallerista, ma la cosa importante è che la connessione era già stabilita su un piano umano. Questo mi ha insegnato che il vero networking inizia molto prima dello scambio di un biglietto da visita: inizia con l’ascolto, con la curiosità e con la voglia di capire chi hai di fronte.
È un po’ come quando prepari un piatto: se ci metti solo gli ingredienti senza amore, non sarà mai buono come quello fatto con il cuore. E credetemi, in Italia, dove il calore umano è pane quotidiano, questo approccio fa davvero la differenza.
Identificare i tuoi “alleati” strategici
Nel vasto mondo dell’arte e della cultura, non tutti i contatti sono uguali, e non intendo in senso negativo! Voglio dire che è fondamentale capire chi può davvero arricchire il tuo percorso, non solo economicamente, ma anche in termini di conoscenze, visioni e supporto morale.
Ho passato anni a cercare di essere ovunque e di conoscere tutti, finendo per sentirmi esausta e con una lista di contatti lunghissima ma poco significativa.
Poi ho cambiato strategia. Ho iniziato a chiedermi: “Chi condivide davvero la mia visione? Chi ha un’esperienza che mi può arricchire?
Con chi sento un’affinità, anche se opera in un settore leggermente diverso?”. È stato così che ho incontrato una fantastica curatrice di mostre immersive e un innovativo direttore di un’agenzia di eventi culturali.
Non erano nel mio “mirino” iniziale, ma la loro prospettiva ha aperto mondi che prima non consideravo. Si tratta di essere selettivi, non in modo elitario, ma in modo strategico.
Pensate a quali tipi di professionisti possono davvero fare la differenza per il vostro specifico progetto: forse avete bisogno di un esperto di marketing digitale, di un legale specializzato in diritto d’autore, o di un mecenate che creda nella vostra idea.
Identificare questi “alleati” ti permette di concentrare le tue energie dove contano davvero, costruendo una rete solida e mirata.
L’Arte del Follow-Up e del Mantenimento delle Relazioni
Non lasciare che il contatto si raffreddi
Quante volte vi è capitato di fare un incontro promettente, scambiare due chiacchiere, e poi… il nulla? A me è successo un’infinità di volte, e ogni volta mi mordevo le mani.
Il follow-up, amici, è la chiave di volta, e non è solo un “ciao, ti ricordi di me?”. È un’arte che richiede tatto e tempismo. Ho imparato che la finestra ideale è entro 24-48 ore dall’incontro.
Un messaggio breve, personalizzato, che faccia riferimento a qualcosa di specifico della vostra conversazione. “È stato un piacere parlare con te di [argomento specifico] alla [nome dell’evento].
Mi ha fatto molto riflettere la tua osservazione su [dettaglio specifico].” Evitate le email generiche. Una volta, dopo un workshop sull’innovazione nell’arte, ho inviato a una designer un link a un articolo che avevamo discusso e che sapevo le sarebbe piaciuto.
Non le ho chiesto nulla, ho solo condiviso qualcosa di valore. Non solo mi ha ringraziato, ma poco dopo mi ha contattato per un’opportunità di collaborazione.
È la dimostrazione che il follow-up non è una vendita, ma una continuazione della conversazione, un modo per ribadire che la persona e l’incontro erano significativi.
Nutrire la rete come un giardino
Pensate alla vostra rete di contatti come a un bellissimo giardino: non basta piantare i semi una volta e aspettare che fiorisca da solo. Ha bisogno di cure costanti, di acqua e luce.
Questo significa mantenere vivo il contatto anche quando non c’è un bisogno immediato di affari. Un semplice “come stai?” o “ho visto il tuo ultimo progetto, complimenti!” può fare miracoli.
Ho creato un piccolo sistema per ricordarmi di mandare un messaggio, un articolo interessante o un invito a un evento a persone selezionate della mia rete, magari una volta al mese o ogni due mesi.
Non è un compito gravoso se lo si vede come un’opportunità per restare connessi e mostrare interesse sincero. Ricordo di aver mandato una cartolina virtuale a un vecchio professore che mi aveva ispirato, solo per fargli sapere che pensavo a lui.
Non aspettavo nulla in cambio, ma è stato l’inizio di una serie di scambi che mi hanno arricchita enormemente. Essere presente, anche con piccole attenzioni, dimostra che la relazione per te è importante, e questo rafforza i legami in modo incredibile.
Digital Networking: Oltre il Biglietto da Visita Fisico
Sfruttare il potenziale dei social media professionali
Nel 2025, non si può più pensare al networking solo come agli incontri di persona. I social media professionali, primo fra tutti LinkedIn, sono diventati un’estensione del nostro biglietto da visita e, a volte, un vero e proprio hub per nuove connessioni.
Non si tratta solo di avere un profilo aggiornato, ma di essere attivi, propositivi e di valore. Ho notato che molte persone si limitano a pubblicare annunci o a condividere post altrui.
Ma il vero potere sta nell’interazione. Commentare in modo significativo i post di altri, avviare discussioni su temi che ti appassionano, e sì, anche inviare richieste di connessione personalizzate.
“Ho visto che lavori su [progetto X] e la tua visione su [argomento Y] mi ha colpito molto. Mi piacerebbe connettermi per approfondire.” Questo è molto più efficace di un semplice “Ciao, connettiamoci”.
Personalmente, ho trovato inestimabile il valore di gruppi specifici su LinkedIn dedicati all’arte e alla cultura in Italia, dove le discussioni sono vivaci e le opportunità non mancano.
È un modo per essere sempre “presente” e visibile anche quando non puoi essere fisicamente a un evento.
Webinar, podcast e community online: nuovi orizzonti
Il panorama digitale offre ormai infinite possibilità per espandere la propria rete senza muoversi da casa. Quante volte ho partecipato a webinar interessanti, magari organizzati da università o istituzioni culturali, dove ho avuto la possibilità di fare domande, intervenire e farmi notare?
È un ottimo modo per mostrare la propria expertise e farsi un nome. E i podcast! Non solo da ascoltare, ma anche da sfruttare per trovare persone interessanti da contattare.
Ascolto spesso podcast italiani dedicati al mondo dell’arte e della cultura, e quando un ospite mi colpisce particolarmente, non esito a cercarlo su LinkedIn e a inviare un messaggio.
Le community online, poi, sono un tesoro. Non parlo solo dei gruppi Facebook, ma di piattaforme più di nicchia, forum specializzati, o anche chat di settore su Discord o Telegram, dove si scambiano idee, si chiedono consigli e nascono collaborazioni inaspettate.
Ho visto nascere progetti incredibili da queste interazioni, dimostrando che la distanza fisica non è più un ostacolo per la creazione di legami significativi e produttivi.
Eventi e Fiere: Dove l’Anima si Incontra con l’Opportunità
Pianificare la presenza e massimizzare gli incontri
Partecipare a eventi, fiere e festival d’arte è fondamentale, lo sappiamo tutti. Ma andarci “a caso” è un po’ come navigare senza bussola. Ho imparato che la pianificazione è tutto.
Prima di un evento importante, come l’Artigiano in Fiera o una Design Week, mi prendo sempre il tempo di studiare l’elenco degli espositori, degli speaker e dei partecipanti.
Chi mi interessa incontrare? Ci sono dei panel o delle presentazioni che non posso assolutamente perdere? A volte, se riesco, cerco di fissare appuntamenti veloci in anticipo, per non lasciare nulla al caso.
E poi, una volta lì, cerco di essere proattiva ma non invadente. Non mi limito a distribuire biglietti da visita a chiunque, ma cerco di avviare conversazioni significative.
È una questione di qualità, non di quantità. Ricordo una volta, a un evento a Firenze, anziché assistere a tutte le presentazioni, ho deciso di passare più tempo nelle aree comuni, dove le persone si rilassavano e chiacchieravano.
Lì ho fatto incontri molto più autentici e meno “formali” rispetto alla sala conferenze. Essere strategici nella propria presenza può davvero triplicare il valore di ogni evento.
Il galateo dell’evento: lasciare un’impressione duratura
Sì, esiste un vero e proprio “galateo” del networking negli eventi, e conoscerlo può fare la differenza tra essere ricordati o finire nel dimenticatoio.
Primo fra tutti: ascoltare più che parlare. Le persone amano sentirsi ascoltate. Secondo: sii genuinamente interessato all’altra persona.
Non guardare costantemente il tuo telefono o oltre la spalla dell’interlocutore. Terzo: la memorabilità. Non devi fare il clown, ma trovare un modo per lasciare un’impressione positiva.
Potrebbe essere una domanda intelligente, un aneddoto interessante o semplicemente il tuo entusiasmo contagioso. Ricordo un mio amico che, invece di dire “sono un grafico”, diceva “aiuto le aziende a far parlare le loro storie attraverso immagini che restano impresse”.
Era un modo così più evocativo di presentarsi! E poi, naturalmente, il biglietto da visita: sempre averne a portata di mano, ma usarlo al momento giusto.
Non deve essere la prima cosa che tiri fuori. E un consiglio pratico che ho sempre seguito: sorridi! Un sorriso aperto e sincero è il miglior biglietto da visita che si possa offrire in qualsiasi contesto, soprattutto in Italia, dove l’espressione facciale dice più di mille parole.

Collaborazioni Inaspettate: La Forza dell’Unione
Oltre i confini del proprio settore
A volte, le opportunità più sorprendenti non arrivano da chi fa esattamente il tuo stesso lavoro, ma da settori adiacenti o apparentemente lontani. Ho scoperto che il vero oro si trova spesso ai margini.
Pensate: un’azienda che produce tecnologia per la realtà virtuale potrebbe essere il partner perfetto per un’installazione artistica immersiva. O un’agenzia di marketing che si occupa di turismo potrebbe volere una mostra d’arte itinerante per i suoi hotel.
Ricordo un progetto in cui un’azienda di illuminazione ha collaborato con un artista visivo per creare un’esperienza unica di luci e forme in un palazzo storico a Venezia.
Nessuno dei due avrebbe mai pensato di lavorare con l’altro all’inizio, ma il risultato è stato spettacolare e ha generato una visibilità incredibile per entrambi.
Non abbiate paura di esplorare mondi diversi dal vostro, di parlare con persone che hanno background completamente differenti. Le idee più innovative spesso nascono proprio dalla fusione di prospettive diverse.
Questo è un modo fantastico per espandere la tua influenza e scoprire nicchie di mercato inesplorate.
Creare sinergie per un impatto maggiore
La vera forza del networking, secondo me, non sta solo nel fare tanti contatti, ma nel trasformare quei contatti in collaborazioni significative che generano un impatto maggiore di quello che si potrebbe ottenere da soli.
“L’unione fa la forza” non è solo un detto, è una strategia. Ho visto come due piccole gallerie d’arte, che individualmente faticavano ad attrarre grandi nomi, unendosi per organizzare una mostra collettiva, siano riuscite a portare in città artisti di fama internazionale, attirando un pubblico molto più vasto.
La condivisione dei costi, delle risorse e dei contatti ha amplificato il loro raggio d’azione. Oppure, un gruppo di artigiani locali che si sono uniti per creare un marketplace online comune, raggiungendo clienti in tutta Italia e anche all’estero, cosa che individualmente sarebbe stato quasi impossibile.
Cercate partner che completino le vostre competenze, che vi aprano a nuovi pubblici o che portino un valore aggiunto che da soli non potreste ottenere.
| Strategia di Networking | Vantaggi Principali | Consigli Pratici |
|---|---|---|
| Incontri di Persona (Eventi, Fiere) | Connessioni profonde, fiducia reciproca, serendipità | Pianificare incontri, essere proattivi ma autentici, follow-up tempestivo |
| Networking Digitale (LinkedIn, Webinar) | Raggiungere un pubblico vasto, visibilità costante, efficienza temporale | Profilo aggiornato e attivo, commenti significativi, richieste personalizzate |
| Collaborazioni Strategiche | Nuove opportunità, condivisione risorse, impatto amplificato | Guardare oltre il proprio settore, cercare complementarità, definire obiettivi chiari |
| Mentoring e Scambio di Conoscenze | Crescita professionale, apprendimento continuo, supporto reciproco | Cercare mentori, offrire la propria esperienza, partecipare a gruppi di studio |
Superare le Sfide del Networking: Consigli Pratici
Gestire la timidezza e l’ansia da prestazione
Ammettiamolo, per molti di noi, l’idea di approcciare uno sconosciuto a un evento o di inviare un messaggio a un contatto importante può generare un’ansia pazzesca.
Ricordo i miei primi eventi: mi sentivo una vera e propria impacciata, con le mani che mi sudavano e la testa che pensava solo a non dire fesserie. Ma ho imparato una cosa fondamentale: tutti, o quasi tutti, provano un po’ di timidezza.
La chiave è prepararsi e avere un piccolo “copione” mentale. Non intendo un discorso a memoria, ma qualche spunto di conversazione. “Complimenti per l’evento, cosa ne pensi della mostra?” oppure “È interessante il tuo lavoro, come ti sei avvicinato a questo campo?”.
Iniziare con domande aperte e genuine è un ottimo modo per rompere il ghiaccio. E non dimenticate che l’obiettivo non è fare un accordo subito, ma stabilire una connessione.
Se la conversazione non ingrana, non è un fallimento! Passa avanti con gentilezza. E un trucco che mi ha sempre aiutato: concentrati sull’altra persona.
Se sei troppo concentrato su te stesso e su come appari, l’ansia aumenta. Se ti concentri sull’ascolto e sull’interesse per l’altro, ti sentirai molto più a tuo agio.
Tempo, energia e risorse: ottimizzare gli sforzi
Il networking richiede tempo ed energia, e per chi, come noi, ha già mille cose da fare, può sembrare un peso in più. Ma è un investimento, non una spesa.
La cosa importante è ottimizzare gli sforzi. Non cercare di essere ovunque, ma scegli con cura gli eventi e le piattaforme che ti offrono il miglior ritorno sull’investimento.
Se sai che i tuoi potenziali collaboratori frequentano una certa fiera, concentrati su quella. Se scopri che la maggior parte dei tuoi lead arriva da LinkedIn, dedica più tempo lì.
Ho provato sulla mia pelle l’errore di disperdere le energie, partecipando a eventi non pertinenti o spendendo ore su piattaforme che non mi portavano a nulla.
Ora, sono molto più selettiva. Inoltre, automatizza dove puoi: usa strumenti per organizzare i tuoi contatti, per ricordarti i follow-up. E non sottovalutare il potere di delegare alcune attività, se possibile, o di chiedere aiuto.
Il tempo è prezioso, e destinarlo al networking in modo mirato è una delle scelte più intelligenti che si possano fare per la crescita della propria attività.
Misurare il Successo: Non Solo Numeri
Indicatori di valore oltre il ROI economico
Quando si parla di successo nel business, spesso pensiamo subito al ROI, al ritorno sull’investimento puramente economico. Ma nel networking, soprattutto nel mondo dell’arte e della cultura, ci sono altri indicatori di valore che sono altrettanto, se non di più, importanti.
Quante nuove idee sono nate da una conversazione? Quante porte si sono aperte grazie a un’introduzione? Quante persone hanno condiviso la tua visione e ti hanno supportato, anche senza un compenso diretto?
Ricordo una volta, un contatto che avevo fatto a un evento mi ha presentato a un giornalista che era rimasto affascinato dal mio lavoro. Quella non è stata una vendita diretta, ma la visibilità ottenuta ha avuto un valore inestimabile, portando a nuove opportunità in un secondo momento.
Misurare il successo del networking significa guardare anche alla qualità delle relazioni, all’arricchimento personale e professionale, alla creazione di un “capitale sociale” che non è immediatamente quantificabile in euro, ma che sul lungo termine è spesso più prezioso del denaro stesso.
Costruire una reputazione solida e affidabile
Al di là dei singoli progetti o delle vendite, il networking è fondamentale per costruire la tua reputazione. In Italia, soprattutto, la fiducia è un valore primario.
Le persone preferiscono lavorare con chi conoscono, con chi è raccomandato, con chi ha dimostrato professionalità e affidabilità. Ogni interazione, ogni follow-up, ogni collaborazione contribuisce a tessere il filo della tua reputazione.
Essere puntuali, mantenere le promesse, essere etici e trasparenti: queste sono le basi. Ricordo come la mia reputazione si è costruita negli anni, non tanto per grandi campagne pubblicitarie, ma attraverso il passaparola, le raccomandazioni e il fatto che le persone sapessero che potevano contare su di me.
Una reputazione solida ti precede, apre porte che altrimenti rimarrebbero chiuse e attira naturalmente nuove opportunità e collaborazioni. È come un patrimonio invisibile, ma incredibilmente potente, che ti accompagna in ogni fase del tuo percorso professionale.
Per concludere
Amici, spero che questi pensieri e consigli vi siano stati utili per navigare il meraviglioso, e a volte complesso, mondo del networking nel nostro amato settore. Ricordate, ogni connessione è un seme piantato che, con cura e dedizione, può fiorire in qualcosa di straordinario. Non si tratta solo di affari, ma di costruire una comunità, di condividere passioni e di crescere insieme. In Italia, dove l’arte è vita e le relazioni sono il cuore di tutto, coltivare la propria rete è un viaggio che arricchisce l’anima e spalanca le porte a infinite possibilità. Continuiamo a tessere insieme questa splendida tela di relazioni, perché è proprio nell’unione che risiede la nostra vera forza!
Informazioni utili da conoscere
1. Ascoltate Attivamente: Il segreto di ogni buona conversazione è dare spazio all’altro. Mostrate interesse sincero e fate domande aperte per approfondire la conoscenza reciproca. Questo crea una connessione molto più forte di un semplice scambio di informazioni e vi renderà persone memorabili.
2. Personalizzate il Follow-Up: Dopo un incontro, un messaggio o un’email personalizzata entro 24-48 ore fa miracoli. Fate riferimento a qualcosa di specifico della vostra conversazione per dimostrare che l’attenzione era autentica e non un’azione generica, rafforzando il legame appena creato.
3. Siate Presenti Online: Un profilo LinkedIn ben curato e un’interazione significativa sui social media professionali non sono optional, ma strumenti fondamentali nel 2025. Partecipate a webinar e community online pertinenti per ampliare la vostra visibilità e scoprire nuove opportunità di collaborazione.
4. Pianificate la Vostra Presenza agli Eventi: Non andate alle fiere o ai festival senza una strategia chiara. Identificate in anticipo chi volete incontrare e quali sessioni sono più rilevanti per i vostri obiettivi. Questo massimizzerà il vostro tempo e le vostre energie, trasformando ogni evento in un investimento mirato.
5. Cercate Collaborazioni Inaspettate: Non limitatevi a guardare solo nel vostro settore. Le partnership più innovative e fruttuose spesso nascono dall’unione di mondi diversi. Siate aperti a esplorare sinergie con professionisti di altri ambiti: le idee più brillanti germogliano sempre dall’incontro di prospettive uniche.
Punti Chiave da Ricordare
Il networking autentico è un pilastro fondamentale per il successo nel vibrante mondo dell’arte e della cultura italiana, andando ben oltre la semplice logica del business. Costruite connessioni umane prima che professionali, investendo tempo ed energia nella cura delle relazioni, sia di persona che nel dinamico contesto digitale. La reputazione solida, la fiducia reciproca e le collaborazioni strategiche, anche esplorando opportunità al di fuori del proprio settore, rappresentano il vero capitale invisibile che vi permetterà di crescere e di creare un impatto significativo e duraturo. Ricordatevi di ottimizzare gli sforzi e di misurare il successo non solo in termini economici, ma soprattutto nel valore inestimabile delle relazioni profonde che avrete saputo costruire nel tempo.
Domande Frequenti (FAQ) 📖
D: Al giorno d’oggi, con tutti questi eventi online e la frenesia digitale, come si fa a costruire una rete di contatti che sia davvero autentica e non solo una lista di “amici” virtuali?
R: Ah, bellissima domanda! Questa è una cosa che mi sta davvero a cuore, perché l’ho vissuta in prima persona. Sembra che siamo tutti connessi, ma poi, quando hai bisogno di un consiglio sincero o di una mano per un progetto, ti rendi conto che la qualità batte la quantità mille a zero.
Il segreto, secondo me, è fare un passo indietro dal “collezionare” contatti e iniziare a “coltivare” relazioni. Non limitarti a mandare richieste di amicizia su LinkedIn o a scambiare biglietti da visita ai vernissage.
Prendi l’iniziativa! Organizza un caffè virtuale (o reale, se possibile) con qualcuno che ammiri, commenta i loro post con un pensiero genuino, non un semplice “bello!”.
Ricordo quando, all’inizio, ero un po’ timida nel contattare persone che mi sembravano irraggiungibili. Poi ho capito che la maggior parte delle persone è felice di condividere la propria esperienza, soprattutto nel nostro mondo fatto di passione.
Presentati con un obiettivo chiaro, ma sii aperto anche all’inaspettato. Ho scoperto collaborazioni incredibili nate da chiacchierate senza pretese, dove l’unico vero intento era conoscere l’altra persona, capire cosa la muoveva.
È come in cucina: non basta avere gli ingredienti migliori, devi saperli amalgamare con cura e amore. E l’autenticità si sente, credetemi, fa la differenza!
Quando sei autentico, le persone si fidano e questo, amici miei, è oro.
D: L’intelligenza artificiale sta cambiando tutto, anche nel settore artistico e culturale. Come possiamo usarla a nostro vantaggio per il networking senza perdere quel tocco umano che rende le relazioni speciali?
R: Questa è la domanda da un milione di euro, e lo capisco benissimo, perché anch’io all’inizio ero un po’ scettica, o forse semplicemente intimorita, dal potere dell’AI.
Ma sapete cosa ho imparato? L’AI non deve sostituire il fattore umano, ma potenziarlo. Immaginate l’AI come il vostro assistente super intelligente, non il vostro sosia relazionale.
Ad esempio, può aiutarvi a identificare eventi o persone chiave nel vostro settore che altrimenti vi sfuggirebbero. Oppure, potrebbe analizzare le tendenze per suggerirvi argomenti di conversazione rilevanti o nicchie emergenti dove il vostro lavoro potrebbe trovare maggiore risonanza.
Personalmente, la uso per tenere traccia dei compleanni o degli anniversari di progetti importanti dei miei contatti, così posso inviare un messaggio personalizzato e sentito, senza rischiare di dimenticare.
Ma la parte più importante viene dopo: una volta che l’AI ha fatto il “lavoro sporco” di ricerca e organizzazione, il tocco umano, la stretta di mano vera (o lo sguardo attraverso lo schermo), la conversazione autentica e il sorriso genuino, quelli devono venire da noi.
L’AI è uno strumento, non un sostituto del cuore e dell’anima che mettiamo nelle nostre relazioni. Ricordatevi, è come un pennello per un artista: lo strumento è importante, ma è l’artista che crea il capolavoro.
Usiamo l’AI per essere più efficienti, ma manteniamo la nostra umanità come ingrediente segreto e insostituibile.
D: L’Italia è ricca di storia, arte e tradizioni. Come possiamo noi, operatori culturali e artisti, sfruttare al meglio queste radici locali per costruire una rete solida, ma allo stesso tempo guardare anche al di là dei nostri confini?
R: Che meraviglia questa domanda, perché tocca proprio l’essenza del nostro essere italiani nel mondo dell’arte! Qui da noi, ogni pietra, ogni piazza, ogni borgo antico racconta una storia, e questa è la nostra forza inestimabile.
Per me, il punto di partenza è sempre il “genius loci”, lo spirito del luogo. Partecipate attivamente alla vita culturale della vostra città, del vostro territorio.
Andate ai festival locali, alle mostre nelle piccole gallerie, parlate con gli artigiani, i custodi delle tradizioni. Ho scoperto che alcune delle connessioni più profonde e significative le ho fatte proprio così, magari davanti a un buon caffè o un bicchiere di vino in una sagra di paese, dove le formalità si sciolgono e le persone si aprono davvero.
Questo vi darà non solo contatti preziosi, ma anche una comprensione più profonda della vostra identità artistica e culturale, che è unica al mondo. E per guardare oltre i confini?
Beh, usate proprio questa unicità come ponte! Quando presentate il vostro lavoro o la vostra attività a un pubblico internazionale, raccontate la storia dietro, l’influenza della vostra terra.
Mostrate come le tradizioni si fondono con l’innovazione. È stato incredibile vedere come il mio blog, pur parlando di temi globali, abbia sempre un’accoglienza speciale quando racconto un aneddoto legato a un piccolo borgo italiano o a un artista meno conosciuto ma profondamente radicato nella nostra cultura.
La globalizzazione non significa perdere l’identità; significa condividerla. Le nostre radici sono le ali che ci permettono di volare più in alto e di connetterci con il mondo intero, portando con noi la bellezza e la profondità del “Made in Italy” culturale.






